{"id":177,"date":"2021-10-11T13:16:20","date_gmt":"2021-10-11T13:16:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.officinatotore.it\/?p=177"},"modified":"2021-10-12T16:57:42","modified_gmt":"2021-10-12T16:57:42","slug":"sulla-fine-della-prima-giornata-di-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/2021\/10\/11\/sulla-fine-della-prima-giornata-di-lavoro\/","title":{"rendered":"REBUS: Sulla fine della prima giornata di lavoro"},"content":{"rendered":"\n<p><img loading=\"lazy\" width=\"254\" height=\"258\" class=\"wp-image-168\" style=\"width: 150px;\" src=\"http:\/\/www.officinatotore.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/amazon-pirata.jpg\" alt=\"\">Alle prime luci dell\u2019alba, stramazzato sul sedile guidatore, ho capito perch\u00e9 ci avevano dato l\u2019indicazione di parcheggiare con il muso dell\u2019auto gi\u00e0 rivolto verso il corsello di transito. Avevo la muscolatura cos\u00ec indolenzita da non essere in grado di torcermi su me stesso per guardare oltre il lunotto posteriore e di riuscire a gestire al meglio i pedali; senza contare che gli occhi erano affaticati per colpa dei neon, del display e del continuo sforzo di focalizzazione di numeri corsie e codici prodotto. Fare marcia indietro in quelle condizioni sarebbe stato un rischio per s\u00e9 e per gli altri. Ho spento l\u2019auto tre volte prima di riuscire a indirizzarla verso l\u2019uscita.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla strada del ritorno ho guidato in stato di trance. Ci si sentiva cos\u00ec al risveglio da un elettrochoc?<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo appeso le mani alla parte bassa dello sterzo, che ruotavo in senso orario e antiorario facendolo scorrere tra le dita con brevi scatti millimetrici. Il servosterzo e lo schienale imbottito hanno guadagnato in un balzo il primo e il secondo posto nella classifica delle invenzioni memorabili. Non avevo dubbi che se non fossero esistiti nessuno di coloro che avevano affrontato quella prima giornata di lavoro sotto la minaccia del licenziamento in tronco a fine turno, sarebbe stato nelle condizioni di tornare a casa propria. N\u00e9 potevo escludere che si trattasse di una sindrome generalizzata e tutti i <em>picker<\/em>, anche quelli pi\u00f9 temprati, se non avessero potuto contare su quei due dispositivi, sarebbero stati condannati alla paralisi motoria e al morire d\u2019inedia nell\u2019abitacolo della propria auto. Chiss\u00e0 che il futuro non avesse in serbo la nascita di questa nuova figura di lavoratore usa e getta: un prestatore d\u2019opera che avrebbe lavorato un solo giorno, prima di essere conferito nella discarica dei disoccupati a vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho impiegato un\u2019ora e mezza per rientrare a casa; ricevendo cos\u00ec tanti insulti in corrispondenza di ogni singola rotatoria, da pervenire alla conclusione che \u201ccoglione\u201d fosse un nome di battesimo come un altro. Una volta nel box-doppio \u2013 che mio figlio aveva avuto la gentilezza di lasciare con la serranda alzata &#8211; sono sceso dall\u2019auto al prezzo di dolori lancinanti, mi sono trascinato verso l\u2019ascensore e ho guadagnato di soppiatto la camera da letto nella speranza di non essere intercettato da Mecchenzia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dire che ho preso subito sonno sarebbe un eufemismo: ho letteralmente perso i sensi come se m\u2019avessero dato una botta in testa. Non abbastanza forte da impedirmi di sognare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sognato di essere giovane, al mio primo giorno di lavoro in una fabbrica e che il capo squadra fosse intento a spiegarmi le mie mansioni. Nei panni del protagonista del sogno lo ascoltavo come se mi stesse dicendo cose assolutamente normali, ma in qualit\u00e0 di sognatore ero perplesso. Ciononostante ho adempiuto ai miei obblighi contrattuali: mi sono sdraiato su un nastro mobile e ho lasciato che mi trasportasse verso una bocca metallica. Mi sono ritrovato all\u2019interno di un cilindro, alla merc\u00e9 di un certo numero di bracci meccanici che mi hanno spogliato alle spicce. Sono uscito dal tunnel nudo e supino proseguendo il mio viaggio sul nastro, che si snodava lungo l\u2019intero stabilimento. Gli operai e le operaie dei vari reparti facevano il possibile per non guardarmi, confermando che mi avevano visto eccome. Ho avuto l\u2019impressione che a condizionarli non fosse senso del pudore, ma un sentimento di piet\u00e0 per qualcosa di cui dovevo essere all\u2019oscuro.<\/p>\n\n\n\n<p>La fabbrica era invasa dai tipici rumori delle officine meccaniche, che conoscevo alla perfezione potendo individuare per ognuno di essi quale macchinario l\u2019avesse prodotto. Erano rumori familiari ma non per ci\u00f2 amichevoli. Uno in particolare era pi\u00f9 sinistro degli altri: il flebile ma irredimibile gemito delle calandre. Era l\u2019attrezzatura che terrorizzava tutti. Ogni operaio, presto o tardi, finiva per immaginare cosa avrebbe comportato finire nelle grinfie di una delle macchine con cui aveva a che fare abitualmente: c\u2019era chi si prefigurava come il tornio avrebbe ridisegnato il profilo della propria mano o la pressa l\u2019avrebbe appiattita raddoppiandone le dimensioni; chi immaginava come la punzonatrice l\u2019avrebbe trapassata da parte a parte e la cesoia separata dal polso in via definitiva dal resto. Erano incidenti gravi ma non irreparabili. Solo la calandratrice era in grado di sfruttare la cattura della mano per appropriarsi di tutto il corpo, restituendolo, dopo il passaggio attraverso i rulli, nella forma di una passatoia di pelle lunga venticinque metri. Tornando al sogno: quello che sentivo in fondo all\u2019ultimo tratto di nastro era proprio il sinistro mugolio di una calandra. Peccato che non riuscissi a muovere un singolo muscolo: erano tutti cos\u00ec pesti da rifiutare di contrarsi. Mi sono svegliato di soprassalto un attimo prima che la coppia pi\u00f9 avanzata di cilindri mi mordesse gli alluci. Ero salvo fuori dal sogno, ma paralizzato anche nella realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/dp\/B09J7DPRGR\/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&amp;dchild=1&amp;keywords=rebus+goffredo+tagli&amp;qid=1634057366&amp;sr=8-1\">acquistalo su amazon<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>leggi alcuni stralci:<\/p>\n\n\n\n<ol><li><a href=\"http:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/2021\/10\/11\/sullingresso-in-azienda\/\">sull&#8217;ingresso in azienda<\/a><\/li><li><a href=\"http:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/2021\/10\/11\/sulla-fine-della-prima-giornata-di-lavoro\/\">sulla fine della prima giornata di lavoro<\/a><\/li><li><a href=\"http:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/2021\/10\/11\/sulle-statistiche-di-percorrenza\/\">sulle statistiche di percorrenza<\/a><\/li><li><a href=\"http:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/2021\/10\/11\/sul-come-gestire-la-minzione\/\">sul come gestire la minzione<\/a><\/li><li><a href=\"http:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/2021\/10\/11\/sulle-bottiglie-che-il-padrone-supremo-degusta\/\">sulle bottiglie che il Padrone Supremo degusta<\/a><\/li><\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alle prime luci dell\u2019alba, stramazzato sul sedile guidatore, ho capito perch\u00e9 ci avevano dato l\u2019indicazione di parcheggiare con il muso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=177"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":202,"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/177\/revisions\/202"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/178"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=177"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=177"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.officinatotore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=177"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}