Un qualsiasi dizionario può testimoniare che “invaso” significa simultaneamente “occupato”, “infettato”, ma anche “bacino”, non nel senso di piccolo bacio né di scheletro osseo imbutiforme. Immaginate adesso un’invasata, che abbia mire da invasatrice, e si prefigga di invadere un invaso, con l’irruenza con cui un torrente in piena s’invarca in un ruscelletto appena munto dalla roccia invanendo qualsiasi ambizione di disegnare serpentine indipendenti; immaginate come costei possa invalere nell’intimo dell’altro non lasciandogli alternative all’invagarsi di un progetto che gli viene imposto, tranne quella di invacchirsi dando modo all’invasora, che già ne reputa l’anima invisibile, di farne un invalido prima d’invaiarne l’anima irrimediabilmente; immaginate tutto questo e vi farete un’idea nemmeno troppo inverosimile di cosa parla questa storia.

Salvador Catiuscia tradisce in otto sillabe le sue ambigue origini ispano-russe, che fanno di lui un perfetto candidato a interpretare il ruolo del torero alcolizzato. Provate a immaginarlo nel suo bolerino tutto paillettes e brillantini, le gambe, leggermente divaricate, due neri e gracili stecchini, alle prese con un toro per nulla incline a farsi trafiggere: una tonnellata e passa di muscoli che convergono nell’acume di due corni; provate a immaginare entrambi, sulla superficie di un lago ghiacciato nel cuore della pampa-steppa, a centoquattro gradi sottozero, separati soltanto da quell’incrinatura incerta se allargarsi: il torero con le due spade in stallo sulla cabeza, mentre un alone di vodka si espande in corrispondenza delle ascelle della camiciola: il toro tutto intento a scongiurare che il ghiaccio assuma il controllo dei propri zoccoli, che appaiono più fragili delle zapatillas del matador; provate a immaginarli, e capirete quante cose potrebbero succedere proprio quando non succede nulla.

Di Salvador Catiuscia, che taluni asseriscono esser nato ieri a V.V. non si sa altro oltre alla sua determinazione a farsi seppellire, non prima di domani,  dalle parti di V’-V’.

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