… non aveva dubbi che il tradimento fosse il peggior torto che un uomo potesse fare a un altro uomo, perché non era una ferita inferta nel presente che seguitava a bruciare soltanto nel futuro, ma era capace di avvampare nel passato, dove c’era molto di più da ardere e ridurre in cenere: e quanto più l’investimento emotivo sul traditore era stato lungo e importante, tanto più la combustione rischiava di privarci di noi stessi, poiché alla fine non siamo altro che la nostra storia per come ce la siamo raccontata…”

Si può sintetizzare in questa frase lo spirito che anima questa storia di fiducia, tradimento e nostalgia in cui Caternuzza Vitale da Mezzodepaco riesce a toccare corde che nella vita tutti, tranne coloro che hanno vissuto la propria di sfuggita, abbiamo sentito, nostro malgrado e per fortuna, risuonare.

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