E’ la storia di un uomo narrata dai suoi tre figli, che si passano il testimone del racconto seguendo l’evoluzione, o forse l’involuzione, esistenziale del padre. Costui, ingegnere arditamente ateo, è ossessionato dal problema del male in tal misura da dedicare il tempo che trascorre in casa a elucubrazioni che infelicitano la vita dei famigliari. Il figlio maggiore, voce narrante della prima parte, origlia le discussioni notturne dei genitori e ne riporta il contenuto, insieme a una descrizione delle stramberie paterne; fino a quando il padre non si convince d’aver trovato la strada per liberare la terra dal male e la imbocca. A questo punto interviene la secondogenita, che alterna due fili narrativi: uno che segue la lotta tra il padre e un gatto che fa i bisogni sul terrazzo; l’altro l’evoluzione dei suoi studi sul male e i possibili modi per estirparlo. Peccato che il gatto si rivela una creatura demoniaca su cui l’uomo non riesce ad avere la meglio e, così come colleziona sconfitte nella lotta con la bestia, le sue ricerche arrivano a un punto morto. Nella terza parte, narrata dalla terzogenita, per la quale il padre è soltanto un uomo che passa le giornate sdraiato su un divano, egli matura la convinzione di recarsi in una clinica svizzera e lasciarsi somministrare un’iniezione letale. Moglie e marito sono in disaccordo: entrambi s’impegnano nel far prevalere la propria tesi su quella del consorte, anche adoperando, come interpreti della propria idea sullo stare al mondo, due testi che rimarranno non svelati per tutta la durata della narrazione. La figlia piccola, che non riesce a seguire fino in fondo il dibattito notturno tra i genitori, si prende la briga durante il giorno di copiare le parti sottolineate nei due libri su un quadernino e alla fine, quando dopo averle lette e rilette crede di aver intuito qualcosa, chiede aiuto al fratello e alla sorella che scoprono quali siano i piani del padre. Ma arriva il giorno che il padre, accompagnato dalla moglie, parte per il suo ultimo viaggio …

I Fratelli B., in posizione di equidistanza tra i Blues Brothers, la Banda Bassotti e i Tre Borcellini, sono accomunati a questi illustri predecessori da una tenera ma tenace sgangheratezza, che li rende una terna irripetibile sia in veste di autori che di coprotagonisti della vicenda narrata.

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