(Nuova Palermo – Sicilia – Ex Area borbonica)

Giunto sul pianerottolo Francesco si accorse di non riuscire a stringere la chiave. La prese con le dita di entrambe le mani e si piegò in avanti per accompagnarla con lo sguardo in direzione della serratura: non era affatto certo che ce l’avrebbe fatta ad infilarla. Invece fu sufficiente accostarla perché la porta si muovesse intorno ai cardini: Turi non s’era preso la briga di richiuderla.
Si tirò su e rimase per qualche secondo in piedi sullo zerbino, guardando lo spioncino come se dalla sua osservazione potesse ricavarne una qualche informazione su ciò che stava succedendo all’interno dell’appartamento. Nell’osservare la propria immagine deformata riflessa nella piccola lente dello spioncino udì lo sparo.

 

(Palermo – Contea di Oswego – Ex Stato di New York)

Sam sr bruciò con le ultime forze il vialetto tra il cancelletto e la porta d’ingresso, che spalancò con l’intenzione di precipitarsi verso la camera di Sam jr. Dovette arrestarsi a metà corridoio: la scala retrattile che conduceva al sottotetto gli sbarrava la strada.
Alzò gli occhi in direzione della botola, come un alpinista intento a scrutare la cima da scalare. Temeva che i muscoli delle gambe potessero rifiutarsi di collaborare da un momento all’altro, che non fossero in grado di assecondare l’eventuale intenzione di salire. Non era nemmeno sicuro che fosse la cosa migliore da fare. Fu in quel momento che sentì lo sparo.

 

© Turi Totore