(Nuova Palermo – Sicilia – Ex Area borbonica)

Sam jr fece a ritroso la strada percorsa nelle ore precedenti; superò il condominio di Mopeddu e proseguì nell’unica direzione che conosceva.
Dietro di lui arrancava Francesco, preoccupato nel vederlo camminare in maniera poco rettilinea e mostrando una propensione a gesticolare senza una ragione apparente. Aveva l’impressione che urtasse di proposito le persone che non si facevano da parte, indifferente alle loro rimostranze dopo l’impatto. A qualcuno di esse aveva chiesto scusa in sua vece.
Giunto davanti al portone d’ingresso, Sam jr recuperò le chiavi dalla tasca esterna dello zainetto ed entrò.
Francesco era incerto sul da farsi. Doveva andargli dietro? O aspettare che superasse questo momento di crisi provocato dall’ultima versione?
Rimase sul marciapiede per un po’ di tempo, tendendo l’orecchio nella speranza di udire il suono della fisarmonica. Infine si decise a entrare.
Prese l’ascensore e, nel superare un interpiano dopo l’altro, ebbe la netta sensazione di aver commesso un errore a lasciarlo solo in casa. Non era la prima volta che faceva la mossa sbagliata nel momento sbagliato: si augurò che le conseguenze non fossero irrimediabili.

 

(Palermo – Contea di Oswego – Ex Stato di New York)

Quando Sam sr vide l’automobile partire a tutta birra ebbe uno scatto incredibile per la sua età. Scavalcò il cancello del Centro di ricondizionamento e si mise a corrergli dietro gesticolando. Poi si fermò. Si guardò intorno e notò un manubrio che sporgeva oltre il lato interno della staccionata di una casa a due piani. S’impossessò della bicicletta e si lanciò all’inseguimento.
Non sapeva cosa stesse passando per la mente di Sam jr, ma era evidente che la vista della madre in quelle condizioni lo avesse sconvolto. Sam sr temeva che potesse compiere qualche sciocchezza o essere intercettato dalla polizia lungo la strada. Il numero di persone che sbirciavano da dietro le finestre gli fecero dedurre che il transito di Sam jr, sebbene a gran velocità, avesse fatto suonare i lettori di amigdala una dopo l’altro. Doveva essere fuori di sé.
Lo era anche lui, ma lo sforzo in atto assorbiva tutte le sue energie fisiche e psichiche. Stava pedalando ai limiti delle proprie capacità, pur sapendo che non l’avrebbe mai raggiunto. Il suo obiettivo era arrivare a casa il prima possibile, ammesso che la meta di Sam jr fosse quella.
Tirò un sospiro di sollievo quando vide la macchina parcheggiata davanti al cancelletto, con due ruote sul marciapiede e la portiera di destra aperta.
Le chiavi erano ancora inserite nel cruscotto. Fu tentato di recuperarle, ma non aveva senso farlo adesso. Avrebbe dovuto portarle con sé dopo aver parcheggiato davanti al Centro di Ricondizionamento. Aveva commesso un errore. Si trattava di capire se fosse imperdonabile.

 

© Turi Totore