Sam jr ricominciò a seguire Francesco in preda a sentimenti contrastanti. Camminava sullo stesso marciapiede ma a passo più deciso rispetto all’andata. Lo raggiunse e gli poggiò una mano sulla spalla senza sapere a quale scopo. Non aveva chiaro se volesse sferrargli un pugno o accarezzarlo. Non poteva nemmeno escludere di volergli dire la verità sul proprio conto.
Francesco trasalì nel sentirsi toccare, ma non ebbe bisogno di voltarsi per capire chi fosse. Cominciò a parlare mentre Sam jr gli si portava davanti.
“Non c’è bisogno che dici niente,” disse, “lo so che quello che hai visto è troppo. Nascondere a un figlio il fatto che la madre sia viva è imperdonabile e non ho intenzione di ripeterti la solita cantilena dell’essermi fatto carico del tuo dolore. Sei libero di pensare ciò che vuoi, di farmi ciò che vuoi. Non ho più nessuna verità da raccontarti. Le ho finite tutte. L’ultima, l’unica, è quella che hai visto con i tuoi occhi”
Sam jr non era affatto convinto di potersi fidare delle sue parole. Troppe volte Francesco lo aveva abbindolato. Non avrebbe messo la mano sul fuoco che si trattasse dell’ultima versione. Dovette essere per quello che disse: “Ho visto le lettere nel cassetto,” e aggiunse, sapendo di mentire, “le ho lette e credo di averne decifrato il senso”.
Francesco impallidì e non fu in grado di dire nulla. Sam jr ne approfittò per incalzarlo. Lo prese per il bavero e disse: “Adesso mi dici quello che c’è ancora da sapere. È la tua ultima occasione. E io, a differenza tua, non ho l’ossessione per le penultime. O ora o mai più”.
Francesco lo guardò dritto negli occhi e Sam jr comprese che ancora una volta era dibattuto tra il raccontargli la verità o inventare l’ennesima versione contraffatta. Per questa ragione rincarò la dose dicendo: “Niente e nessuno potrà farmi più male di quanto me ne abbia fatto tu. Tutto il male che poteva essermi fatto me lo hai fatto. Non avere scrupolo di dire tutto, ricorda che sebbene tu non l’abbia uccisa le devi aver fatto di peggio per ridurla in questo stato. E’ un miracolo che tu non ci sia riuscito anche con me”.
“Va bene,” sussurrò Francesco, “ti svelerò l’ultimo segreto, dopo il quale sarò io a non volerti più vedere”.
“Ti ascolto”.
“Tua madre non delirava quando diceva che non eri mio figlio, in questo non ti ho mentito. Ti ho mentito solo nel dirti che non conoscevo l’identità di tuo padre. La conoscevo, perché tua madre me l’ha confessato. Ti ha concepito con mio padre, senza tuttavia che io sappia se in una relazione consensuale o con la violenza. E’ questa la ragione per cui è impazzita: la stessa che mi ha fatto desiderare di ucciderla senza trovare il coraggio di farlo. Non conosco invece quella che le ha impedito di uccidere te”.
Sam jr mollò la presa. Spinse lontano da sé Francesco e si incamminò lungo la strada del ritorno. Camminava veloce nella speranza di potersi lasciare alle spalle quell’uomo e tutto il dolore con cui era stato capace di farlo entrare in contatto. Non immaginava che ce ne fosse così tanto e che potesse toccare in sorte ad un’unica persona. Avrebbe preferito non scoprirlo. Continuare a vivere nell’ignoranza. Nel mondo da cui proveniva una cosa simile non sarebbe potuta accadere: era un mondo in cui era possibile vivere, mentre in questo non si poteva fare altro che morire. La circostanza che nessuno ti obbligasse a spegnerti a un’età prestabilita, non significava che fosse peggio del trascinarsi come una bestia ferita fino alla fine dei tuoi giorni. Si pentì di aver intrapreso quel viaggio senza ritorno per ritrovarsi in quell’inferno. Non era meglio l’imitazione di paradiso da cui era fuggito? Come aveva potuto commettere un simile errore di valutazione? Nessuno lo avrebbe costretto a prender moglie contro la propria volontà e non era escluso che potesse riuscire a coltivare una relazione segreta con la persona che amava.
La chiamò per nome; fece seguire al nome le parole “amore mio”; prima di puntare il dito contro se stesso. Sono la brutta copia di Francesco, ammise, perché almeno lui ha lottato con tutte le sue forze, reali e immaginarie, per tenersi stretto ciò che aveva di più caro, mentre io ci ho rinunciato senza combattere”.

 

© Turi Totore