Poi accadde qualcosa che spinse il sentimento d’insofferenza che Turi era riuscito a tenere a bada fino a quel momento oltre la soglia di guardia. Una sera, dopo essersi fatto la doccia al ritorno dalla sua pedalata nel bosco, trovò la tavola apparecchiata per tre. Immaginò che il padre avesse invitato un amico, o un’amica, invece, subito dopo aver servito in tavola, portò un primo piano di Mery racchiuso in una cornice di legno e lo piazzò davanti al piatto di minestra invitandola ad assaggiarla. Poco ci mancò che Turi percuotesse il tavolo con un pugno e scagliasse il suo piatto contro la parete. Uscì dalla cucina come una furia e si chiuse in camera.
Trascorse la notte guardando il soffitto. Non si capacitava di essere finito dalla padella alla brace: di essere fuggito dalle grinfie di un uomo che fingeva di credere alla finzione che aveva creato, per ritrovarsi in quelle di un altro che non aveva nemmeno questo livello minimo di consapevolezza. La cosa aveva dell’incredibile: sembrava uno scherzo di pessimo gusto ordito da un demiurgo che avesse come unico scopo quello di perseguitarlo. Solo che in questo caso non aveva alcuna possibilità di scampo, se non utilizzando la pistola contro Sam sr o contro se stesso. Se avesse potuto uscire allo scoperto avrebbe sposato Julie e tentato di costruirsi una vita normale, almeno secondo i canoni del nuovo mondo; ma non poteva farlo, se non mettendo a repentaglio se stesso, Julie e coloro con cui aveva avuto a che fare nel lungo periodo di tempo trascorso a Palermo.
Non sapeva cosa fare. Prese in considerazione la possibilità di scappare e raggiungere un altro villaggio in cui provare a ripartire da zero. Sognò a occhi aperti che Mery rinsavisse e insieme a lei rinsavisse anche Sam sr. Le augurò, se ciò non fosse avvenuto, di morire al più presto e liberare il marito dal suo spettro. Oppure, in un crescendo che dava prova di come anche Turi stesse prendendo la via del delirio, desiderò che venisse a mancare Sam sr e lui potesse prenderne il posto nella comunità.
La mattina seguente, come se la notte appena trascorsa non lo avesse snervato a sufficienza, ritrovò Sam sr in frenetica attività nella sala: aveva attaccato alle pareti, adoperando puntine da disegno, decine di fotografie che ritraevano lui e Mery da giovani; altre ancora si accingeva ad attaccarle.
Turi ebbe la conferma finale d’aver fatto una trasvolata transoceanica senza muoversi di mezzo centimetro.
Pretese l’attenzione di Sam sr e gli comunicò che quella pagliacciata doveva finire. Che Mery era in manicomio perché era uscita fuori di testa e proseguendo di questo passo ci sarebbe finito anche lui.
“Devi piantarla,” disse a voce alta, “devi smetterla con questa follia”.
Gli diede un ultimatum: “Se nei prossimi giorni non rinsavisci mi presento alle autorità e comunico la disponibilità per una seconda missione”. Nel dirlo Sam jr si persuase che potesse anche non trattarsi di un bluff.

 

© Turi Totore