Avrebbe dovuto pensarci, ma non ci aveva pensato. E non lo aveva fatto nemmeno Francesco, il quale avrebbe dovuto mettere in conto l’eventualità che Turi ci pensasse. Non era da lui, eppure non lo aveva messo in conto.
Sam jr lo vide incamminarsi in direzione opposta a quella che entrambi avevano seguito il giorno avanti: puntava verso la periferia della città. Cominciò a seguirlo sul marciapiede opposto. Non aveva una ragione particolare nel farlo se non quella, forse, di scoprire quali posti frequentasse in modo da evitarli. Non aveva la minima intenzione di denunciarlo per ciò che aveva confessato. Le ultime persone con cui voleva avere a che fare erano i poliziotti. E poi si trattava di un crimine commesso vent’anni prima per il quale non c’erano prove. Oltretutto, pensò, rimanendo stupito dal suo stesso pensiero, quella donna se l’era andata a cercare.
Francesco stava camminando a passo spedito da più di mezzora senza dare segno di voler rallentare: la sua meta doveva essere distante se imponeva a se stesso quel ritmo. Sam jr lo seguiva senza adottare particolari cautele: c’era abbastanza gente in circolazione a fargli da schermo. Riusciva a mantenere il contatto visivo senza esporsi al pericolo d’essere visto.
A un’ora dalla partenza Francesco non era ancora arrivato a destinazione. Sam jr pensò che potesse anche non avere una meta precisa, ma andasse in giro per la città al solo scopo di non rimanere chiuso in casa a rimuginare. Non doveva essere un bel momento per lui: aveva confessato a un ragazzo che credeva di essere suo figlio senza esserlo, ma che lui aveva amato come un figlio nella speranza che lo amasse come un padre, di non essere il vero padre e di averne ucciso la madre. Nel farlo aveva perso per la seconda volta la sua seconda scommessa d’amore e l’aveva persa per sempre. Sam jr provò pietà per Francesco, nonostante ciò che aveva commesso: la vita non era stata buona con lui, che aveva cercato disperatamente di non farsi annientare. Adesso che conosceva l’ultima versione dei fatti Sam jr non aveva difficoltà a riconoscere che la mancanza di limiti alla sua tendenza alla falsificazione era legata all’assenza di limiti ai casi della vita. Finì per solidarizzare con lui, come accadeva ogni qualvolta si metteva nei suoi panni: che colpe aveva in fondo? Di aver amato alla follia due creature che lo avevano tradito? La prima nel peggiore dei modi portando in grembo il figlio di un altro e la seconda con un suicidio camuffato da eroica missione, consegnandolo all’eterna incertezza di non sapere se esso si fosse compiuto.
A quei due s’era aggiunto lui, Sam jr, il terzo caso, e più grave, di tradimento. Era così difficile capire per quale ragione Francesco avesse creato le condizioni per essere ucciso per mano del figlio che non era suo figlio e porre fine alle proprie pene?

 

© Turi Totore