La condotta tenuta dagli adulti fu tutt’altro che esemplare. Nel momento in cui la piccola bara bianca venne calata nella fossa, la madre di Ketty cadde a terra priva di sensi e il padre cominciò a urlare parole senza senso e manifestò l’intenzione di gettarsi nella fossa, costringendo tre uomini a trattenerlo con la forza.
Era la prima volta che accadeva qualcosa del genere e nessuno sapeva come comportarsi. Uomini e donne si scambiavano sguardi interrogativi, evitando di incrociare gli occhi dei bambini. Fu a quel punto che Turi si fece largo tra la folla.
Davanti al petto, sorretta da una cinghia appesa alla spalla sinistra che gli attraversava la schiena in diagonale, portava qualcosa che nessuno dei presenti aveva mai visto prima, quanto meno mai dal vero: si trattava di una specie di parallelepipedo con una fila di tasti bianchi e neri su uno dei due lati, che sembrava la copia ridotta dei muti pianoforti che facevano la loro comparsa in qualche vecchio film. Turi si sedette sulla lapide a destra della fossa che aveva accolto la bara della piccola Ketty e attaccò a suonare, una musica dolce e malinconica che si propagò tra le tombe raggiungendo anche coloro che erano aldilà della palizzata.
Nessuno, tranne Mery e Julie, aveva mai ascoltato qualcosa di simile. A poco a poco, messi di fronte all’incapacità di riconoscere cosa stesse accadendo al proprio interno e ancor di più di come rimediarvi, gli abitanti del paese cominciarono a piangere sommessamente o a singhiozzare. A qualcuno era anche capitato, da bambino, di farlo dopo una caduta o un rimprovero particolarmente duro, ma questo era un pianto diverso: non c’erano parti del corpo che dolevano, non c’era un’accusa da cui non si era ingrado di difendersi, c’era soltanto un bisogno impellente di piangere, poiché un remoto istinto gli suggeriva che non farlo sarebbe stato peggio.
Lungo la strada del ritorno Turi fu assalito dalle immagini dell’uccisione di Tom, che gli parvero più scioccanti della vista del corpo violato della bambina. Era stato lui a ucciderla o era stato semplicemente colui a cui era toccato in sorte di prendersene la colpa? Gli dispiacque enormemente per la fine che aveva fatto e per l’assenza di certezze sulle sue responsabilità. Non si erano mai piaciuti, ma ciò non aveva più alcun valore.
Quando tornò a casa senti il bisogno di chiudersi in camera e prendere la scatola dove Sam jr teneva le proprie foto alla rinfusa; ne cercava qualcuna da cui gli fosse possibile capire quali fossero i rapporti tra lui e Tom: voleva sapere se Sam jr avrebbe condiviso la tristezza che egli provava in quel momento.
Le passò frettolosamente mettendo da parte le poche in cui erano ritratti insieme, finché non si avvide di una busta bianca sul fondo della scatola. La aprì. Dentro c’era una foto che ritraeva Tom completamente nudo sulla riva del fiume, mentre sorrideva a chi gliela stava scattando.

 

© Turi Totore