Sam jr si stava dibattendo sul pavimento lamentandosi quando Francesco lo svegliò. Fu una liberazione. L’incubo era finito per causa di forza maggiore e ne era uscito vittorioso: quel maledetto pescatore non era riuscito a cavargli nulla di bocca. Per fortuna l’uomo seduto accanto a lui non era lo stesso del sogno.
“Buon giorno…” gli disse Francesco, rimanendo per pochi secondi in attesa di una risposta che non si aspettava di ricevere. “Non mi sorprende che tu non voglia ancora parlare con me, ma forse cambierai idea dopo che avrò mantenuto la promessa fatta ieri sera dicendoti la verità che ho nascosto così a lungo. Non so se questo ti basterà, se sarà sufficiente a farti ricredere sul mio conto e cancellare l’idea che dalla mia bocca fuoriescano soltanto menzogne; però, prima di cominciare, voglio dirti che talvolta le menzogne non sono altro che un modo per avvicinarsi alla verità, soprattutto quando essa sia intollerabile e si vorrebbe degradarla a menzogna”.
Francesco si asciugò la fronte con il dorso della mano. Non era affatto facile per lui dire ciò che si accingeva a dire; né capire se la difficoltà maggiore fosse quella di ammettere come stavano le cose con il figlio o con se stesso. Sarebbe stato possibile tenere in piedi un’impostura per decenni se anche lui non ne avesse avuto la necessità? Doveva comunque andarci cauto nel sostenere che aveva fatto tutto per il bene del ragazzo, perché un’affermazione del genere non giustificava l’aver raddoppiato la finzione dopo la partenza del figlio, iniziando a sottoporre le sue foto allo stesso trattamento di quelle della moglie. Una circostanza, però, di cui era a conoscenza solo lui.
“Caro Turi…” cominciò (ecco, pensò Sam jr, è così che mi chiamo), “tua madre non è morta il giorno del parto come ti ho raccontato. Tua madre è andata via di propria volontà pochi mesi dopo la tua nascita. Se n’è andata senza una ragione. O meglio, senza avermela raccontata. Non ha detto niente; non ha lasciato un biglietto di spiegazione. È sparita da un giorno all’altro chiedendo ai pochi amici intimi che avevamo in comune di riferirmi di non cercarla e di opporsi a qualsiasi mio tentativo di farlo. Nel riportarmi la sua richiesta le loro voci hanno tradito un imbarazzo che mi ha fatto comprendere come fossero al corrente delle sue intenzioni già da tempo. Sapevano anche altro? Che lei aveva smesso di amarmi e voleva troncare la nostra relazione? Che era rimasta in cinta accidentalmente poco dopo avermelo annunciato per colpa di un preservativo che si è rotto durante un rapporto? Di certo non potevano sapere quest’ultima cosa, perché ne era all’oscuro anche lei. Ero stato io a strapparne il serbatoio prima di penetrarla, in un ultimo disperato tentativo di salvare la nostra unione. Ma non è servito a nulla simulare un incidente, perché lei non me l’ha perdonata comunque. L’episodio le ha fatto solo rinviare l’addio per un problema di coscienza: non voleva doversi confrontare con il senso di colpa di aver ucciso un innocente. Tua madre non era una donna priva di scrupoli: non ha abortito per la semplice ragione che il prezzo l’avresti pagato tu. Sei venuto al mondo perché tua madre ti ha voluto bene prima che venissi al mondo: un bene che tuttavia non compensava quello che aveva smesso di volere a me”.© Tu

ri Totore