La storia

È una storia di fantasmi come quelle scritte da Stephen King (a cui faccio riferimento per sentito dire, non avendo più letto narrativa dai tempi del liceo); con una particolarità: si tratta di fantasmi non privi di consistenza: uomini e donne la cui natura fantasmatica si svela nel momento in cui si presentano sotto forma di doppi laddove l’unicità è la regola (gli individui, lo dice la parola stessa, sono entità non divisibili per definizione). Quando ci si imbatte in un doppio l’istinto va subito alla ricerca del falso, che difficilmente identifica. Ogni qualvolta si crederà d’aver riconosciuto l’originale, basterà scrutare la presunta imitazione per farsi persuasi del contrario. Un’antinomia che può essere superata soltanto ammettendo che agli uomini e alle donne reali corrispondano altrettanti fantasmi in carne ed ossa.

Le istruzioni per l’uso

Nel romanzo si avvicendano due filoni narrativi: la storia A, ambientata in una Palermo americana (che si trova nella Contea di Oswego, Ex Stato di New York); la storia B, che si svolge nella Nuova Palermo (situata in Sicilia, una regione dell’Area ex-Borbonica). Le due vicende procedono a capitoli alternati, connotati dallo stesso numero ma dal pedice A o B a seconda della storia. Si tratta di una modalità perfidamente funzionale nel caso di pubblicazione in un’unica soluzione, perché costringerebbe il lettore a leggere la puntata PAn a velocità doppia per un doppio scopo, sapere come prosegue la puntata PA(n-1) e passare al più presto alla puntata PBn per conoscere il seguito della puntata PB(n-1). Lo stratagemma non può trovare applicazione in una pubblicazione a puntate quotidiane alternate, ossia a velocità prestabilita, che tuttavia spinge al limite le possibilità dilatorie distinguendo i veri aficionados dai sedicenti tali.

© Turi Totore