C’è un’espressione, abusata con riferimento agli uomini e alle donne adusi a rimanere impassibili nelle circostanze più scabrose, che meglio d’ogni altra riesce a connotare i volti che, a dispetto dell’esistenza di oltre venti muscoli facciali deputati al controllo della mimica: dal corrugatore del sopracciglio al depressore del labbro inferiore, insistono, accada quel che accada, a non fare una piega.
Non è chiaro come sia avvenuta la transizione di questa formula dall’ambito metaforico a quello tangibilissimo dei volti in carne ed ossa; resta il fatto che i suoi effetti sono sotto gli occhi di tutti. E’ sufficiente guardare una qualsiasi trasmissione televisiva o sfogliare un rotocalco, cenare al ristorante o concedersi una passeggiata tra la folla, per incappare in pretesi rappresentanti del gentil sesso i cui lineamenti sono trasfigurati al punto da non poterne stimare l’età, censirne l’identità sessuale e, nei casi più estremi, appurarne l’effettiva appartenenza alla specie umana.

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© Turi Totore