Se c’è una passione, potete star sicuri che esiste la sua contro-passione: per uno che s’abboffa ce n’è un altro che digiuna; ogni pigro ha lo stakanovista che si merita; qualsiasi depravato fa coppia col suo gemello verecondo. Per questa ragione la precedente voce del Sommario, nella quale era descritta l’attrazione morbosa per qualsiasi frammento di materia organica, fosse pure un ombelico privo di contorno, non poteva non avere come legittimo succeditore chi stravede per qualsivoglia succedaneo del corpo umano, purché inanimato. L’agalmatofilia è per l’appunto la febbre per un tal genere di simulacri.

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© Turi Totore