Nasce come pratica ai limiti dell’infantilismo, sebbene con un nome, gynotikolobomassophilia, oltre i limiti dell’articolabile, in cui l’eccitazione è provocata dal mordicchiare con un certo accanimento il lobo dell’orecchio dell’amata, senza escludere la possibilità di rapsodiche prospezioni del canale auricolare a colpi di lingua, e procede durevolmente, con qualche complicazione di carattere psicologico dovuta alla scoperta dell’inedito e intrigante abbinamento del piacere con il dolore. Nel tempo essa trova compiuta cronicizzazione nell’invenzione degli orecchini da signora, a cui viene affidato l’onere di surrogare i canini del consorto partito in guerra; così come costui fa assegnamento sull’acume della spada e della lancia per sfogare la frustrazione di non poter tormentare a piacimento le parti molli dei padiglioni muliebri. Orecchini e armi bianche garantiranno un equilibrio che perdurerà nei secoli, finché, con l’invenzione della polvere da sparo, verrà meno la possibilità per il combattente di sublimare il desiderio spasmodico di beccare gli amati lobuli attraverso il conficcamento di ferri di varia foggia nel corpo del nemico.

continua

© Turi Totore