Nata con l’uomo, anzi con la donna traviata dal serpente, la genesi di questa pratica è nei primi passi della Genesi, laddove è circostanziato l’atto evitico di cogliere il frutto proibito dall’albero della conoscenza e immantinente, mentre un fremito inaugurale irradia da un organo pressappoco baricentrico verso le aree periferiche, spiccare una foglia trilobata da una pianta di fico e ascondere, dietro la cuticola verdacea, le debuttanti pudenda. Una scelta cauta e tuttavia avventata, poiché la prima donna si ritroverà suo malgrado a occupare il centro della scena e si vedrà costretta, nel momento stesso in cui potrà fregiarsi a buon titolo del titolo parossistico di primadonna, ad abbandonare il paradiso terrestre di gran carriera.

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© Turi Totore