Riconosco che mentre sto qui, seduto su una ciambella gonfiabile, sento di provare per la prima volta sentimenti contrastanti nei confronti di Mademoiselle. La giornata poteva essere indimenticabile. Siamo andati in tandem tutto il pomeriggio lungo il fiume, su una strada sterrata dove a pedalare si fa una fatica immane, soprattutto se si considera che a farlo ero soltanto io. Lei indossava un vestito bianco con piccoli pois blu cobalto e aveva i capelli legati morbidamente su un lato. Ha preteso di raccogliere mirtilli e bacche fino a riempire la cesta di vimini agganciata al manubrio, che ha coperto con una tovaglietta color indaco cucita a mano. Era felice, felicissima: rideva come una bambina. Poteva essere una di quelle giornate indimenticabili e in effetti lo è stata, ma non per le ragioni per cui avrebbe potuto esserla. L’indimenticabilità della giornata resterà legata, almeno per il sottoscritto, al momento in cui sull’ultima salita, al termine della quale si vede la nostra casa con le finestre azzurre, dopo avere pedalato come un forsennato per guadagnare la cima, mi sono lasciato andare e ho scoperto che Mademoiselle, per farmi uno scherzo, aveva tolto il sellino.