A Ray non dispiacerà andare in giro in bici col buio, in particolare quando sarà così pesto da non vedere la strada e potrà immaginare d’essere un pesce abissale che sfreccia sul fondo a caccia di prede. Quando il padre gli imporrà di rimontare i fanalini se vuole scorazzare di notte, egli ne fisserà sul tubo di sterzo uno da moto che può utilizzare per chiedere strada. Dovrà collegare quattro dinamo in parallelo per alimentarlo e funzionerà solo in discesa dopo aver superato la soglia dei cinquanta chilometri orari. Cionondimeno sognerà d’installare una batteria di fanali d’autotreno collegati a un cospicuo alternatore su carrello e cimentarsi nel chilometro lanciato, al termine del quale metterà in presa tutti i rotori e sfruttare la decelerazione che lo porterà in pochi secondi da centodieci a zero per illuminare a giorno lo specchio di mare che separa il continente dall’isola a esso prospiciente.