E’ privo delle gambe e per muoversi deve oscillare sul pavimento del vagone facendo perno sugl’ischi. Al posto della braccia ha due moncherini che spiccano di poco fuor dalle spalle. Sa di sembrare una specie di mammifero marino senza pinne e sfrutta la propria condizione per impietosire il prossimo. Non è raro che si esibisca emettendo il verso della foca mentre tiene un piccolo pallone in equilibrio sulla punta del naso. Il numero è imbarazzante ma raccoglie gli applausi dei senza cuore, che in quanto tali non si sognano di elargire alcunché. A ciò si aggiunge la richiesta che le monete siano infilate, da chi le dita le possiede, in una delle quattro sudice tasche che gli fanno da pantaloni: una pretesa che scoraggia quei pochi che l’elemosina sarebbe anche disposti a fargliela. Nessuno ha il coraggio di fargli notare che le foche vere trattengono il premio, elargito sotto forma di pesce, con la bocca.