L’uomo è di spalle e la bacia, mentre insiste a schiacciarne il corpo contro uno dei quattro spigoli del vagone, con un trasporto ai limiti dell’oscenità. Limite che tuttavia non oltrepassa, suscitando sguardi ammirati da parte delle donne che ancora agognano, a dispetto del vivere in un’epoca in cui il disdicevole non ha più patria, d’imbattersi in qualcuno capace di metterle all’angolo e non farcele uscire. Quanto più egli insiste, nel baciarla senza andare oltre, tanto più dà prova del suo valore attuale come spasimante e della possibilità di rivelarsi uno straordinario amante. Quando si ritrae, rivelando che l’oggetto delle sue attenzioni è un manichino che riproduce alla perfezione una figura di donna all’ultima moda dai cui vestiti penzolano ancora le etichette, nessuno sa cosa pensare: si tratta di un pazzo? di una trovata pubblicitaria? di un esperimento sociologico?
Intanto che la moltitudine rimugina un secondo uomo si avvicina al manichino, tenta dapprima delle timide avance e infine trova il coraggio per riprendere da dove il suo predecessore ha terminato.