Se alla maggior parte degli sposini urbani piace scattare foto-ricordo ai giardinetti, sotto un albero frondoso, ai bordi del laghetto artificiale, ai piedi di una collinetta di detriti solcata da un rivolo che fatica a non evaporare prima di percorrere il dislivello di un metro che lo separa dalla valle; non c’è da stupirsi che questa coppia di montanari abbia deciso di scegliere come ambientazione per il proprio album fotografico la metropolitana. Il fotografo scatta a raffica mentre parenti e amici li tempestano di chicchi di riso nell’atto di superare i tornelli; mentre il treno sbuca alle loro spalle dalla cupa galleria; mentre corrono con le braccia protese uno incontro all’altra sulla banchina; mentre le scale mobili fanno miracolosamente levitare l’ex nubile in direzione del consorte che l’attende in cima. Il flash deflagra lungo i percorsi d’emergenza, nei bagni pubblici, sotto i pannelli a messaggio variabile e infine nei vagoni, dove i passeggeri, prestando la massima attenzione a non calpestare lo strascico della sposina, insistono perché si scambino un bacio appassionato. Finché una ragazza, visibilmente commossa, non gli chiede dove andranno in viaggio di nozze, ed essi rispondono, tradendo una minima incertezza, che il loro viaggio di nozze è questo.