L’idea è in effetti un po’ balzana, ma trova sostegno nel dato statistico che assegna alle aree metropolitane un numero di omosessuali maschi dodici volte superiore a quanto avviene in provincia. Dato che si mantiene stabile per le donne omosessuali. Il perché l’ho capito in questo preciso istante, grazie al fatto che c’è una temperatura tropicale, peggiorata da un guasto all’impianto di condizionamento, e ho i piedi in ebollizione. Mi guardo intorno e appuro che non c’è una sola donna, tra quelle presenti nel vagone, che non calzi sandali o scarpe aperte inaccessibili a noi uomini. Pur non essendo vietate dalla legge non esistono in commercio calzature da uomo con quella foggia: non c’è dunque concessa nemmeno la possibilità di violare la legge qualora essa esistesse. Invece non esistono né l’una né l’altre, e l’unico modo per risparmiarsi la tortura cinese delle scarpe chiuse in piena estate è cambiar sesso.