Era una passeggera saltuaria, ma rimaneva impressa nella memoria a causa di un guanto che le avvolgeva la mano sinistra e faceva pendant con le scarpe e la borsetta del giorno, escludendo la transitorietà dell’esigenza che l’aveva indotta a calzarlo. La mano era funzionante: reggeva borse, s’aggrappava ai sostegni, maneggiava con disinvoltura ogni genere d’apparato; dunque era plausibile che il guanto occultasse un qualche guasto: una bruttura che la donna non intendeva nascondere bensì risparmiare agli altri. Era un gesto così pieno di riguardo, che se non avessi temuto di mancarle di riguardo avrei ceduto all’impulso di andarle incontro, sfilarle il guanto, inchinarmi leggermente e farle il baciamano.