“E’ vietato al conducente di parlare”, così recita la targa posta a lato del posto di manovra che ha acceso una disputa tra giuristi diretti all’Università per un qualche convegno.
A giudizio di uno di loro la proposizione ha una struttura di derivazione asburgica e va interpretata nel senso che è vietato ai passeggeri di parlare al conducente; secondo un altro luminare il divieto vige per il solo conducente, a cui si può porre qualsiasi tipo di quesito sebbene egli non sia in alcun modo autorizzato a dar riscontro; un terzo accademico sosteneva che in assenza di un’espressa proibizione a rispondere il conducente, pur non potendo promuovere la discussione, se interpellato può replicare senza violare alcun precetto; altri ancora vincolavano la vigenza della prescrizione alla condizione transeunte di conducente, circoscrivendola all’atto del condurre: il conducente può dunque memorizzare le domande formulate quando il tram è in movimento e rispondere in corrispondenza delle fermate.
Per dirimere la questione i giuristi hanno interpellato il diretto interessato il quale, spiegandosi a gesti, ha fornito la versione ufficiale dell’azienda.