E’ sufficiente studiare il comportamento in tram delle donne gravide, per comprendere che il genere umano è declinato erroneamente al singolare.
Ci sono quelle che bloccano il tram invadendo i binari con il pancione che sborda dall’isola salvagente; poi nemmeno fingono di voler scalare il predellino pretendendo che qualcuno, anche più d’uno, si prodighi per issarle a bordo; e una volta su, in precario equilibrio sulle gambe divaricate, minacciando di abbattersi ora su questo ora su quell’altro passeggero, impediscono a suon di strepiti al conducente di ripartire fino a che almeno in quattro non gli hanno offerto il proprio posto, dandogli la possibilità di scegliere in base alle proprie preferenze in fatto di vicini.
Ma ci sono anche quelle che nel salire lasciano la precedenza agli altri per non essere d’intralcio: e in genere si fermano nella zona posteriore della carrozza perché c’è più spazio e la loro presenza risulta meno ingombrante: e non si sognano nemmeno d’imboccare il corridoio coi posti a sedere, perché gli altri potrebbero sentirsi in obbligo di offrirgli il proprio: e se qualcuno le guarda, anche inavvertitamente e per un solo istante, eccole rovistare nella borsa, il viso leggermente imporporato, e premurarsi di timbrare un biglietto per il nascituro.